Gitiesse Artisti Riuniti

GEPPY GLEIJESES
MARIANELLA BARGILLI
LUCIA POLI

L’importanza di chiamarsi Ernesto

di Oscar Wilde
regia di GEPPY GLEJIESES

 

 

L’importanza di chiamarsi Ernesto

Nell’Inghilterra dell’età edoardiana, Algernon Moncrieff ed Ernest Worthing sono due amici di vecchia data. Il primo abita in città ed il secondo in campagna, ed entrambi vivono una “vita segreta”: Algernon finge di avere un vecchio amico malato di nome Bunbury in campagna, mentre Ernest, il cui vero nome invece è Jack, finge di avere un fratello scapestrato dal nome Ernest, nome con cui appunto si presenta in città. Questo espediente permette loro di assentarsi dalle rispettive case e famiglie quando meglio credono. Jack ama Gwendolen Fairfax, cugina di Algernon, e vorrebbe sposarla. La donna ricambia il sentimento, ma desidera fermamente ed esclusivamente sposare un uomo di nome Ernest. Lady Bracknell, ricca madre di Gwendolen e zia di Algernon, rifiuta però il fidanzamento quando scopre che Jack è orfano, ritrovato nella borsa di un deposito bagagli ferroviario. Nel frattempo Algernon si presenta alla casa di campagna di Jack spacciandosi per lo scapestrato Ernest, e si innamora di Cecily Cardew, diciottenne di cui Jack è il tutore. Anche Cecily è convinta che amerà un uomo di nome Ernest. Quando Guendalyne raggiunge la casa di campagna del “suo” Ernest, conosce Cecily e dopo un iniziale equivoco su Ernest, le due scoprono che né Algernon né Jack si chiamano in realtà così. Anche Lady Bracknell giunge alla dimora di campagna di Jack, e intima a Guendalyne di fare ritorno a casa. Algernon le comunica l’intenzione di sposare Cecily, e quando apprende la rendita della giovane, accetta le nozze. È però Jack a rifiutare il permesso, almeno fino a quando la donna non gli concederà la mano di Gwendolen. Casualmente però Lady Bracknell riconosce in Miss Prism, istitutrice di Cecily, l’educatrice della sorella, la madre di Algernon, rivelando che anni addietro era scomparsa con il nipotino appena nato. Miss Prism ammette una leggerezza costata la scomparsa del piccolo, sperduto in una stazione dei treni: questo svela che quel piccolo era proprio Jack, fratello di Algernon, e così Lady Bracknell autorizza finalmente le nozze. Se Jack può sposare Gwendolen, Algernon potrà impalmare Cecily: l’unico dubbio che rimane è quello del vero nome di battesimo dell’ex trovatello. Lady Bracknell dice che si chiamava come il padre ma non ricorda il nome del cognato (che tutti in famiglia chiamavano Il Generale) e, altrettanto, fa pure Algernon che si giustifica (ignorando del tutto il nome del padre) con un “è morto prima che compissi un anno”, si è obbligati a ricorrere agli elenchi militari degli ufficiali. Worthing trova la pagina dove vede il nome del padre e annuncia a tutti i presenti che lui ha sempre saputo di chiamarsi Ernest. Con grande gioia generale, specie di Gwendolen. Ma nel libro, che lui chiude subito, vediamo invece il nome di John.

 

Prefazione

“The importance of Being Earnest” debuttò al St. James’s Theatre di Londra il 14 febbraio 1895 a cura dell’actor – manager. George Alexander, che vi sosteneva la parte di John Worthing. Allan Aynesworth era Algernon Moncrieff, Irene Vanbrugh era Gwendolen Fairfax e Evelyn Hilliard era Cecily Cardew. Malgrado lo strepitoso successo riportato alla prima – “in cinquantatrè anni di palcoscenico non ricordo un trionfo maggiore”, avrebbe ricordato Allan Aynesworth molti anni dopo: “il pubblico si alzò tutto in piedi e non cessava di acclamare” – fu smontata dopo appena 6 repliche, come conseguenza dello scandalo in cui Wilde si era andato a cacciare querelando per diffamazione Lord Queensberry che lo aveva pubblicamente tacciato di sodomia.
Ultimo lavoro teatrale di Wilde e diversissimo dai precedenti, The importance ha provocato molte congetture sul corso che l’evoluzione del drammaturgo e di conseguenza forse, di tutto il teatro inglese avrebbe potuto prendere senza l’intervento della magistratura.
L’eterea verbalità di The importance, dove tutti – non solo il cinico di turno – si esprimono mediante paradossi squisiti, si accompagna, non dimentichiamolo, a un senso visivo di teatralissima efficacia. Benchè più rare che nei lavori precedenti, le didascalie sono molto suggestive dell’esecuzione ideale e l’apparizione di Jack Worthing in lutto stretto per la morte dell’immaginario fratello Ernest è un colpo di scena giustamente rimasto famoso. Dalle didascalie si capisce anche lo stile di recitazione che Wilde desiderava e che gli attori del primo allestimento, un pò imbarazzati dalla novità, non raggiunsero che in parte: uno stile cioè assolutamente non farsesco e nemmeno, d’altro canto, realistico. I personaggi debbono cioè scambiarsi le battute con perfetta naturalezza, senza mostrare di ritenerle spiritose e senza tentare
di giustificarle caratterizzandosi come eccentrici. Evidentemente The importance vive anche avulsa dal contesto storico che la produsse. Prendiamo il caso della formidabile Lady Bracknell, vittoriana quanto più non si potrebbe ma al contempo eterna e universale come Falstaff. Di lei osserviamo anche, en passant, l’ambivalenza mostrata dall’autore nei suoi confronti: Wilde appare affascinato dal mostro che ha evocato e, del resto, la sua stessa carriera mondana conferma come si adoperò per essere ricevuto e coccolato da quella società che sfidava. Dopo lo scandalo, esule a Parigi, soleva affermare con un sospiro che la Regina Vittoria restava la sola donna che avrebbe adorato sposare.
The importance è stata definita “la più bella commedia di tutti i tempi”.
Masolino D’Amico

Tournée

  • Norcia 12 febbraio 2013 – Teatro Civico
  • Milano dal 6 al 15 novembre – Teatro Franco Parenti
  • Borgo San Lorenzo 18 novembre – Teatro Giotto
  • Piombino 19 novembre – Teatro Metropolitan
  • Carrara 20 e 21 novembre – Nuova Sala Garibaldi
  • Altopascio 22 novembre – Teatro Giacomo Puccini
  • Trecastagni 26 e 27 novembre
  • Belpasso 28-29-30 novembre – Teatro Comunale Nino Martoglio
  • Andrano 2 dicembre
  • Ragusa 3 dicembre – Teatro Donnafugata
  • Noto 4 dicembre – Teatro Tina Di Lorenzo
  • Pace del Mela 5 dicembre – Teatro Del ;ela
  • Acireale 6 dicembre – Teatro Stabile di Acireale
  • Carletini 7 dicembre – Teatro Arte
  • Verona 9-10-11 dicembre – Teatro Nuovo
  • Sacile 12 e 13 dicembre
  • Torino dal 16 al 21 dicembre – Teatro Carignano

  • Genova dal 26 dicembre al 4 gennaio – Teatro della Corte
  • Bolzano 8- 9-10-11 gennaio – Teatro Comunale
  • Bergamo dal 13 al 18 gennaio – Teatro Donizzetti
  • Merano 19 e 20 gennaio – Teatro Puccini
  • Stradella 21 gennaio – Teatro Sociale
  • Livorno 22 e 23 gennaio – Teatro Goldoni
  • Puglia dal 25 al 29 gennaio
  • Fidenza 31 gennaio – Teatro Girolamo Magnani
  • Catania dal 3 al 15 febbraio – Teatro Verga
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